Come il sole a mezzanotte di Jason Warner: ma anche no!
Lo so non si dovrebbe fare: mai scegliere un libro dalla copertina. E nemmeno scegliere un libro dal titolo.
Eppure ci sono cascata. Questo libro (libro...vabeh..nemmeno 80 pagine) l'ho scelto perchè il titolo mi ispirava quel briciolo di poeticità che andavo cercando: "Come il sole a mezzanotte"...
Mi aspettavo profondità, sentimenti importanti, dichiarazioni speciali..
Una noia mortale. Meno di 80 pagine lette in 7 interi giorni. Presumibilmente sono arrivata alla fine solo perchè quest'anno partecipo a una "sfida letteraria" e non volevo rovinare la mia media cacciando nella pattumiera qualche punto.
Ma non divaghiamo. Come il sole a mezzanotte, di Jason Warner.
Di che parla? Praticamente è la storia di due vicini di casa che si conoscono solo di vista e che hanno un muro, molto sottile, in comune. Sono due persone sole Jean ed Eloise. Lui è un ex insegnante che ora passa la notte scrivendo a macchina, lei è un'attrice teatrale in declino.
Warner racconta le loro vite attraverso una serie di sbalzi temporali che non facilitano di certo la situazione: Jean conduce un'esistenza fondamentalmente misera nella continua attesa che la sua "Lei", che scopriremo poi essere una sua ex studentessa, torni a casa.
Eloise aspetta il suo "Lui": l'uomo sposato con il quale intrattiene una relazione, che all'inizio era tutto "cuore - sole - amore", per poi iniziare a trattarla a pesci in faccia. Quanta rabbia mi ha fatto Eloise!
Stereotipata in modo imbarazzante: il clichè della donna innamorata e sottomessa in attesa che il principe azzurro lasci la moglie per portarla, in sella al suo bianco destriero, verso un castello dorato.
Ma Warner non è scemo e sa da solo che se avesse lasciato le cose così avrebbe praticamente scritto due libri paralleli, quindi che fa? Pensa bene di incrociare, nel passato, presente e (probabilmente) futuro le vite dei nostri due protagonisti: peccato che lo faccia con tutta una serie di intrecci non esattamente realistici che ti fanno solo dire "Ah. Ok."
Ci sarebbero stati pure, qui e lì, degli spunti interessanti, ma è come se Warner avesse avuto paura di approfondirli. Come se temesse di non poter sostenere un testo più lungo e articolato. E forse aveva ragione...
No, questa volta POLLICE VERSO!
Eppure ci sono cascata. Questo libro (libro...vabeh..nemmeno 80 pagine) l'ho scelto perchè il titolo mi ispirava quel briciolo di poeticità che andavo cercando: "Come il sole a mezzanotte"...
Mi aspettavo profondità, sentimenti importanti, dichiarazioni speciali..
Allarme Fake News!
Tutto finto!
Ma non divaghiamo. Come il sole a mezzanotte, di Jason Warner.
Di che parla? Praticamente è la storia di due vicini di casa che si conoscono solo di vista e che hanno un muro, molto sottile, in comune. Sono due persone sole Jean ed Eloise. Lui è un ex insegnante che ora passa la notte scrivendo a macchina, lei è un'attrice teatrale in declino.
Warner racconta le loro vite attraverso una serie di sbalzi temporali che non facilitano di certo la situazione: Jean conduce un'esistenza fondamentalmente misera nella continua attesa che la sua "Lei", che scopriremo poi essere una sua ex studentessa, torni a casa.
Eloise aspetta il suo "Lui": l'uomo sposato con il quale intrattiene una relazione, che all'inizio era tutto "cuore - sole - amore", per poi iniziare a trattarla a pesci in faccia. Quanta rabbia mi ha fatto Eloise!
Stereotipata in modo imbarazzante: il clichè della donna innamorata e sottomessa in attesa che il principe azzurro lasci la moglie per portarla, in sella al suo bianco destriero, verso un castello dorato.
Ah Eolì! E daje su!!!!
Ma Warner non è scemo e sa da solo che se avesse lasciato le cose così avrebbe praticamente scritto due libri paralleli, quindi che fa? Pensa bene di incrociare, nel passato, presente e (probabilmente) futuro le vite dei nostri due protagonisti: peccato che lo faccia con tutta una serie di intrecci non esattamente realistici che ti fanno solo dire "Ah. Ok."
Ci sarebbero stati pure, qui e lì, degli spunti interessanti, ma è come se Warner avesse avuto paura di approfondirli. Come se temesse di non poter sostenere un testo più lungo e articolato. E forse aveva ragione...
No, questa volta POLLICE VERSO!



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