Il cielo in gabbia, di Christine Leunens: mi stai diludendo!!!
Se ci fosse qualcuno a cui interessa davvero la roba che scrivo probabilmente si starebbe domandando: ma è mai possibile che 'sta qui, in epoca di "stateincasac'èilcoronavirus" non abbia niente da scrivere? Non abbia visto un film? Non abbia letto un libro? Non abbia guardato una serie tv????
E infatti ho provato a fare tutte queste cose, ma di serie portate a termine c'è solo "I'm not ok with this" che mi tengo lì per scriverne in questi giorni. Poi sto portando avanti quell'incredibile porcheria che, da anni a a questa parte, è diventato "The Walking Dead" (ma devo ammettere che la mia pazienza è stata premiata: dopo circa 7 anni finalmente sono riuscita a vedere una puntata che mi ha entusiasmata.... quindi prossima citazione tra altri sette anni), ho iniziato la seconda stagione, che mi ero persa, di "Elite" e mi sono addormentata dopo circa 20 minuti e ho anche affrontato "Hunters" che, quando mi ricordo, guardo un po' ma che il più delle volte mi dimentico (e questo già la dice lunga).
Ah si, poi è ricominciato anche Outlander, ma anche in questo caso sono poco attenta e penso che la stiano iniziando a tirare un po' troppo per le lunghe.
Film: non sono mai stata una divoratrice di film, ma ho visto "Raccontami un giorno perfetto" e "Yesterday"...altre due cose di cui mi segno di parlare.
Libri: faccio una fatica ENORME!!!! Praticamente è da gennaio che salto da un libro all'altro per poi metterlo nell'angolo. Fino a quando non ho deciso di lanciarmi su "Il cielo in gabbia", pubblicato anche con il titolo "Come semi d'autunno", alias "il romanzo da cui è tratto il capolavoro cinematografico Jojo Rabbit". Autrice Christine Leunens.
Non mi piace girare troppo intorno alle cose, quindi vi dico sinteticamente il mio parere: una pesantezza assurda!!!!
Trama: seconda guerra mondiale, Johannes è un ragazzino immerso fino al collo nei principi nazisti. Questo rende difficile la vita in famiglia, apparentemente ligia al regime ma segretamente (anche per il protagonista) e attivamente antifascista. Il mondo crolla sulla testa di Johannes quando, dopo un brutto incidente che gli comporta la perdita di un braccio e alcune orribili cicatrici al volto, all'improvviso scopre che, nascosta nell'intercapedine di una stanza, vive Elsa. Ebrea, adolescente, poco più grande di lui e migliore amica della sorella morta di Johannes. Il ragazzo inizia un segreto gioco di tortura mentale nei confronti della ragazza che, però, è brillantemente intelligente e poco manipolabile. Un sentimento quasi sadico che diventa velocemente un vero e proprio interesse romantico nei confronti di Elsa la quale impiegherà molto tempo prima di, in qualche modo, ricambiarlo. Un rapporto clandestino che si trasforma in una vera e propria convivenza more uxorio quando vengono a mancare tutti i parenti di Johannes. Passeranno gli anni, la guerra finirà ma Johannes non racconterà mai la verità ad Elsa: le lascerà credere che sia stata la Germania ad avere la meglio e che per lei sarà sempre troppo pericoloso uscire di casa perchè rischierebbe di essere fucilata in un istante.
Nel tempo i contorni di vittima e carnefice, in questa storia, saranno sempre più sottili: lei rinchiusa tra quattro mura, raggiunge sempre più velocemente una follia sadica quanto quella del suo amante aguzzino, lui prigioniero delle sue stesse bugie e dei suoi sentimenti.
L'idea alla base della storia è straordinaria e angosciante. La trama ha solleticato, in me, sentimenti di sconcerto e il terrore che una mente possa davvero ipotizzare quanto mette in scena il protagonista di questo romanzo. La realizzazione però, non raggiunge lo stesso risultato.
La prima parte scorre via più velocemente, la seconda si arena e continua a sbattere contro gli scogli come un gommone abbandonato a sè stesso... alcuni passaggi sono troppo repentini perchè vengano compresi alla prima, altri troppo lenti per mantenere l'attenzione del lettore.
Indubbiamente, però, il romanzo porta molte riflessioni: è inevitabile un confronto tra la vita dei protagonisti e la crisi sociale che caratterizza il mondo attuale e che conosciamo con il nome di "violenza sulle donne". Quando l'amore si confonde con il possesso e la paura di perdere l'altra persona ci si può avviare verso orizzonti davvero oscuri....
Infine, Elsa temeva per la sua vita ed è stata chiusa in casa per circa 40 anni: come succede che noi facciamo fatica a stare in casa un mese?
E infatti ho provato a fare tutte queste cose, ma di serie portate a termine c'è solo "I'm not ok with this" che mi tengo lì per scriverne in questi giorni. Poi sto portando avanti quell'incredibile porcheria che, da anni a a questa parte, è diventato "The Walking Dead" (ma devo ammettere che la mia pazienza è stata premiata: dopo circa 7 anni finalmente sono riuscita a vedere una puntata che mi ha entusiasmata.... quindi prossima citazione tra altri sette anni), ho iniziato la seconda stagione, che mi ero persa, di "Elite" e mi sono addormentata dopo circa 20 minuti e ho anche affrontato "Hunters" che, quando mi ricordo, guardo un po' ma che il più delle volte mi dimentico (e questo già la dice lunga).
Ah si, poi è ricominciato anche Outlander, ma anche in questo caso sono poco attenta e penso che la stiano iniziando a tirare un po' troppo per le lunghe.
Film: non sono mai stata una divoratrice di film, ma ho visto "Raccontami un giorno perfetto" e "Yesterday"...altre due cose di cui mi segno di parlare.
Libri: faccio una fatica ENORME!!!! Praticamente è da gennaio che salto da un libro all'altro per poi metterlo nell'angolo. Fino a quando non ho deciso di lanciarmi su "Il cielo in gabbia", pubblicato anche con il titolo "Come semi d'autunno", alias "il romanzo da cui è tratto il capolavoro cinematografico Jojo Rabbit". Autrice Christine Leunens.
Non mi piace girare troppo intorno alle cose, quindi vi dico sinteticamente il mio parere: una pesantezza assurda!!!!
Trama: seconda guerra mondiale, Johannes è un ragazzino immerso fino al collo nei principi nazisti. Questo rende difficile la vita in famiglia, apparentemente ligia al regime ma segretamente (anche per il protagonista) e attivamente antifascista. Il mondo crolla sulla testa di Johannes quando, dopo un brutto incidente che gli comporta la perdita di un braccio e alcune orribili cicatrici al volto, all'improvviso scopre che, nascosta nell'intercapedine di una stanza, vive Elsa. Ebrea, adolescente, poco più grande di lui e migliore amica della sorella morta di Johannes. Il ragazzo inizia un segreto gioco di tortura mentale nei confronti della ragazza che, però, è brillantemente intelligente e poco manipolabile. Un sentimento quasi sadico che diventa velocemente un vero e proprio interesse romantico nei confronti di Elsa la quale impiegherà molto tempo prima di, in qualche modo, ricambiarlo. Un rapporto clandestino che si trasforma in una vera e propria convivenza more uxorio quando vengono a mancare tutti i parenti di Johannes. Passeranno gli anni, la guerra finirà ma Johannes non racconterà mai la verità ad Elsa: le lascerà credere che sia stata la Germania ad avere la meglio e che per lei sarà sempre troppo pericoloso uscire di casa perchè rischierebbe di essere fucilata in un istante.
Nel tempo i contorni di vittima e carnefice, in questa storia, saranno sempre più sottili: lei rinchiusa tra quattro mura, raggiunge sempre più velocemente una follia sadica quanto quella del suo amante aguzzino, lui prigioniero delle sue stesse bugie e dei suoi sentimenti.
L'idea alla base della storia è straordinaria e angosciante. La trama ha solleticato, in me, sentimenti di sconcerto e il terrore che una mente possa davvero ipotizzare quanto mette in scena il protagonista di questo romanzo. La realizzazione però, non raggiunge lo stesso risultato.
La prima parte scorre via più velocemente, la seconda si arena e continua a sbattere contro gli scogli come un gommone abbandonato a sè stesso... alcuni passaggi sono troppo repentini perchè vengano compresi alla prima, altri troppo lenti per mantenere l'attenzione del lettore.
Indubbiamente, però, il romanzo porta molte riflessioni: è inevitabile un confronto tra la vita dei protagonisti e la crisi sociale che caratterizza il mondo attuale e che conosciamo con il nome di "violenza sulle donne". Quando l'amore si confonde con il possesso e la paura di perdere l'altra persona ci si può avviare verso orizzonti davvero oscuri....
Infine, Elsa temeva per la sua vita ed è stata chiusa in casa per circa 40 anni: come succede che noi facciamo fatica a stare in casa un mese?



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