L'Istituto di Stephen King... chi lo ama, chi lo odia. Io....

 Ho appena chiuso la copertina del Kindle, dopo aver letto L'Istituto di Stephen King.

No, non è che in questi due anni (credo...) di stop dalle mie recensioni io non abbia letto o visto nulla. Non so cosa sia successo esattamente: probabilmente quanto accaduto nel mondo con la pandemia ha influito, però so che, appena terminato quest'ultimo romanzo, mi è venuta voglia di scriverne qualche parola.

L'ho amato come poche altre volte mi è successo nella vita e mi ha lasciato in bocca quel dolce-amaro che solo King sa lasciare. La trama è presto detta: ragazzini con particolari capacità psichiche vengono fatti scomparire e rinchiusi in un Istituto nel quale vengono sottoposti a terribili esperimenti.

Da quel poco che ho letto in giro critica e lettori si sono divisi su questo romanzo, anzi forse ho letto più pareri negativi che positivi e forse sono una mezza voce fuori dal coro, non mi interessa: io l'ho proprio amato.

Si è vero, forse la prima parte è ripetitiva e si forse "prima parte" è inteso con un'accezione un po' larga, ma dubito che sia una svista dell'autore o che non sapesse come riempire le pagine. 

Anzi, credo che King volesse trasmetterci esattamente quello che accade dentro quei corridoi, dove lo giornate si svolgono sempre uguali senza mai sapere, contemporaneamente, cosa succederà.

A tratti lento, come è tipico nei romanzi di King (ricordiamo tutti quanto l'universalmente riconosciuto capolavoro IT prevedesse pagine e pagine e pagine e pagine di lunghe descrizioni e dettagliatissimi articoli di giornale, vero?) a tratti terribilmente disturbante.. tanto da necessitare uno stop qua e là.

Ma l'Istituto è anche una vera e propria storia di amicizia che ci racconta come, da soli non siamo niente, ma insieme possiamo sollevare il mondo...

Voto 10 e diversi fazzoletti a portata di mano!



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