Quicksand: a metà tra 13 ed Elite
L'avevo anticipato un paio di giorni fa sulla mia pagina Instagram: Quicksand mi è piaciuta un sacco!
Parliamo di una nuova produzione di casa Netflix, che arriva fresca fresca dalla Svezia.
Tratta dall'omonimo romanzo di Malin Persson Giolito, è la storia di un'adolescente benestante di Stoccolma che viene accusata di essere l'artefice, insieme al fidanzato Sebastian, di una strage in una scuola.
E' proprio così che inizia questa nuova chicca della piattaforma streaming più glamour del momento:
Schermo nero. La voce di un ragazzo che urla: <<Fallo cazzo, spara!>> . Bang! Bang! Bang! 3 colpi. La scena si apre su una figura a terra, c'è del sangue e una tazza di caffè distrutta. Ancora tracce di sangue e corpi inermi: la macchina da presa si muove lenta per non farci perdere nemmeno una frazione di questa tragedia appena avvenuta. Un telefono squilla. Nessuno risponde. Un fucile e poi il primo piano di Maya, la protagonista di questa terribile vicenda: chiaramente sotto shock se ne sta seduta a terra, sporca di sangue, con lo sguardo perso nel vuoto.
La polizia irrompe nella classe, Maya viene arrestata per omicidio, concorso in omicidio e tentato omicidio.
Da qui si dipana, in un susseguirsi di flashback, la storia di Maya e la sua battaglia in tribunale.
Puntata dopo puntata metteremo insieme tutti i tasselli di questa vicenda: il disfunzionale rapporto tra Sebastian e suo padre, genitori che non si curano della vita che conducono i propri figli, problemi di droga e alcolismo, depressione, violenza. Tutto nascosto dietro la gabbia dorata della ricchezza.
Una serie tv in pieno stile "13" (prima stagione) ed "Elite", altri fortunati prodotti Netflix.
Probabilmente un genere del tipo "o lo ami o lo odi", dove alcuni aspetti drammatici sono talmente enfatizzati da risultare un po' troppo sopra le righe, ma che raggiungono perfettamente l'obiettivo: raccontare i pericoli invisibili che si nascondono dietro una bella facciata.
Lo spettatore sarà indeciso se pensare a Maya come vittima o carnefice fino alla fine della serie, ma forse la verità è che ci sono casi in cui non esiste un confine netto tra le due situazioni.
Quicksand è perfetto se cercate una serie binge watching: consigliatissimo!
Parliamo di una nuova produzione di casa Netflix, che arriva fresca fresca dalla Svezia.
Tratta dall'omonimo romanzo di Malin Persson Giolito, è la storia di un'adolescente benestante di Stoccolma che viene accusata di essere l'artefice, insieme al fidanzato Sebastian, di una strage in una scuola.
E' proprio così che inizia questa nuova chicca della piattaforma streaming più glamour del momento:
Schermo nero. La voce di un ragazzo che urla: <<Fallo cazzo, spara!>> . Bang! Bang! Bang! 3 colpi. La scena si apre su una figura a terra, c'è del sangue e una tazza di caffè distrutta. Ancora tracce di sangue e corpi inermi: la macchina da presa si muove lenta per non farci perdere nemmeno una frazione di questa tragedia appena avvenuta. Un telefono squilla. Nessuno risponde. Un fucile e poi il primo piano di Maya, la protagonista di questa terribile vicenda: chiaramente sotto shock se ne sta seduta a terra, sporca di sangue, con lo sguardo perso nel vuoto.
La polizia irrompe nella classe, Maya viene arrestata per omicidio, concorso in omicidio e tentato omicidio.
Da qui si dipana, in un susseguirsi di flashback, la storia di Maya e la sua battaglia in tribunale.
Puntata dopo puntata metteremo insieme tutti i tasselli di questa vicenda: il disfunzionale rapporto tra Sebastian e suo padre, genitori che non si curano della vita che conducono i propri figli, problemi di droga e alcolismo, depressione, violenza. Tutto nascosto dietro la gabbia dorata della ricchezza.
Una serie tv in pieno stile "13" (prima stagione) ed "Elite", altri fortunati prodotti Netflix.
Probabilmente un genere del tipo "o lo ami o lo odi", dove alcuni aspetti drammatici sono talmente enfatizzati da risultare un po' troppo sopra le righe, ma che raggiungono perfettamente l'obiettivo: raccontare i pericoli invisibili che si nascondono dietro una bella facciata.
Lo spettatore sarà indeciso se pensare a Maya come vittima o carnefice fino alla fine della serie, ma forse la verità è che ci sono casi in cui non esiste un confine netto tra le due situazioni.
Quicksand è perfetto se cercate una serie binge watching: consigliatissimo!



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