IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris

Ho finito di leggerlo il 3 aprile 2018 (no, non sono un rain man che ricorda tutte le date di quando ha fatto cose, letto libri e visto gente.. ho solo recuperato ciò che sto per scrivere direttamente dalla mia pagina Instagram) e oggi posso asserire, tanto per non rischiare di cadere in fraintendimenti, che Il Tatuatore di Auschwitz è in assoluto uno dei libri letti lo scorso anno che più ho amato.
Macchè dico lo scorso anno. Uno di quelli che più amato in tutta la vita!

Si tratta della vera storia di Lale e Gita, entrambi ebrei deputati presso il campo di concentramento di Auschwitz.
Nello stesso momento in cui Lale mette piede al campo decide che farà tutto ciò che è in suo potere per uscirne vivo e, per questo motivo, diventa il tatuatore del campo di concentramento ossia colui che dovrà incidere sulla pelle dei suoi compagni, in maniera indelebile, il numero identificativo di ogni prigioniero.
Consapevole di trasformarsi nel simbolo di un ricordo drammatico per gli altri prigionieri, combattendo contro se stesso per l'odio che provava nel fare ciò che faceva, ad un certo punto incontra Gita e se ne innamora follemente al primo sguardo.
Al centro del romanzo c'è proprio questo amore meraviglioso e disperato che nasce come un fiori dai colori brillanti nel bel mezzo di una distesa innevata.
L'orrore e la brutalità di cui solo l'essere umano è capace non è solamente la cornice di una storia d'amore, tutt'altro.
L'odio e la violenza sono alla base di tutto, tutto ne è intriso e tutto lo butta fuori. Questo romanzo serve per non dimenticare una delle pagine più raccapricciante della storia umana e serve per urlare a gran voce di non perdere mai la speranza... di continuare a cercare quella luce che ci farà uscire dal buio.
Ho chiuso il libro faticando a trattenere le lacrime, con il cuore pesante, ma arricchito di nuovi amici e di nuove storie.
Avrei voluto conoscere Lale e Gita, avrei voluto ascoltare la loro storia direttamente dalle loro voci, avrei voluti guardarli negli occhi mentre la raccontavano.
Con questo romanzo ci sono riuscita... almeno un po'.

Valutazione 😸😸😸😸😸 e lode su 5


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