Hyperversum di Cecilia Randall: quando gioco e realtà si mescolano...

Ed eccomi qui a parlare di una della saghe letterarie che più ho amato in tutta la vita!
Mi riferisco alla trilogia di 'Hyperversum'  di Cecilia Randall: all'apparenza Hyperversum può sembrare adatto solo ad un pubblico di adolescenti. Io che l'ho letta da adulta, invece, posso affermare che la storia di Ian e Daniel è in grado di appassionare anche chi l'adolescenza l'ha superata da un po'.

Vediamo i titoli:
1) Hyperverum
2) Il Falco e il Leone
3) Il Cavaliere del Tempo

C'è poi una seconda parte, per ora composta da 2 libri (Hyperversum Next e Hyperverum Ultimate) e con la previsione di un terzo in uscita a breve, di cui magari vi parlerò un'altra volta. Per ora dedichiamoci ai primi 3 capitoli.

Hyperverum è la storia di un normalissimo videogioco ambientato nel medioevo a cui un gruppo di amici sono soliti giocare insieme: si sceglie l'ambientazione preferita e si inizia a vivere mille virtuali e mirabolanti avventure.

Abbiamo alcuni protagonisti principali:
Daniel Freeland: laureando in fisica
Ian Maayrkas: fratello adottivo di Daniel
Martin Freeland: il fratellino tredicenne di Daniel e Ian
Jodie: la ragazza di Daniel

E' Ian a scegliere l'ambientazione di gioco: la Fiandra del 1214, all'epoca della battaglia di Bouvines, in cui i Francesi, comandati da re Filippo Augusto e appoggiati da papa Innocenzo III e Federico II di Svevia, affronteranno gli Inglesi, comandati da Re Giovanni Senza Terra e alleati dell'Imperatore Ottone IV.


Ad un tratto, nel corso del gioco, i ragazzi si rendono conto che la realtà virtuale che stanno vivendo non è più così tanto virtuale: sono stati davvero catapultati nel 1214.
E nel 1214 la vita è davvero diversa da quella dei nostri giorni e sicuramente non è facile, specie per 2 uomini, una donna e un bambino che hanno tutta l'aria di essere dei vagabondi spaesati. La violenza appare ai loro occhi ad ogni angolo, i cittadini sono diffidenti e la gentilezza è davvero poca.
Come nella migliore delle tradizioni è proprio contro l'unica anima gentile che i quattro incontrano sul loro cammino che la violenza si scaglia. Allora il gruppo si mette in mezzo: da un lato 4 stranieri troppo spavaldi e inconsapevoli, dall'altro il più importante cavaliere della regione: lo sceriffo Jerome Derangale. Daniel si fa prendere la mano e la sua insolenza viene punita con 5 frustate (benvenuti nel Medioevo, ragazzi!); Ian per proteggerlo, se ne fa dare 10. Le cicatrici che rimarranno sulla schiena di Ian sono profonde e terribili e se ne vergognerà sempre.
Il gruppo (ormai sono in 5) viene imprigionato ma riesce a scappare e a raggiungere il monastero di St. Michel dove la nuova arrivata si presenta: dama Isabeau de Montmayeur nobildonna pupilla del Conte Guillaume di Ponthieu, feudatario di Piccardia.
Dopo aver scoperto l'accaduto, il Conte vorrà ringraziare Ian e lo ingaggerà come storico di famiglia.
Iniziano ad inanellarsi tutta una serie di intrighi e bugie che troveranno il loro epilogo finale nel terzo capitolo della saga.
Una saga accattivante, scorrevole e ben scritta nella quale non mancano i colpi di scena, le tensioni, i sentimenti. Alcuni sentiranno l'esigenza di tornare nella propria epoca: si, ma come si può fare? Non sanno nemmeno come sono davvero arrivati lì! E poi, una volta che hai scoperto come puoi tornare a casa, cosa fai se capisci che ti sei innamorato? E come ti comporti con le persone che ti stanno aspettando nel tuo tempo?

Ian deciderà di restare nel 1200, si innamorerà di Isabeau di un amore così profondo e romantico da fargli abbandonare tutto e diventare Jean Marc De Ponthieu.

Non solo avventure medievali ma anche esplorazione della psiche umana, degli affetti fraterni, di fiducia e di onore.

3 tomi non esattamente "da passeggio" che, per farvi capire quanto ci sono andata a bagno, mi sono portata in valigia durante due settimane di vacanza in Romania, aumentando esponenzialmente il peso del mio bagaglio: ma giuro che ne è valsa la pena!



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