GAME OF THRONES 8X5: La gatta frettolosa fa i gattini ciechi
La gatta frettolosa fa i gattini ciechi.
Questo è quello che continua a rimbalzarmi nella testa a conclusione della quinta e penultima puntata di tutta la vita di Game Of Thrones perchè, seppur in assoluto sia una tipica puntata ' alla GOT' , arrivati a questo punto, possiamo affermare che la stagione 8 sta andando avanti troppo velocemente per non lasciarci dubbiosi e con l'amaro in bocca.
Facciamo un riassunto: la puntata si apre a Roccia del Drago dove Daenerys e i suoi compagni sono tornati in seguito alla morte di Missandei. Il primo ad apparire sullo schermo è Varys che, in bellissima grafia, sta scrivendo un biglietto al quale affida la rivelazione del secolo: le vere origini di Jon Snow. Subito dopo Varys va a prendere Jon e prova ad affrontare con lui quello che, se a Jon fossero state scritte più di 3 battute, sarebbe stato anche un bel dialogo.
Varys: <<Si dice che quando nasce un Targaryen, gli dei lancino una moneta e il mondo trattenga il fiato. [...] [Voglio, n.d.r.] ciò che ho sempre voluto. Il giusto sovrano sul Trono di Spade. Non so ancora da che lato sia caduta la moneta [di Daenerys, n.d.r.]. Ma sono piuttosto sicuro della tua.>>
Ma Jon ormai è capace di dire solo poche parole: << Io il trono non lo voglio e non l'ho mai voluto>> e << è lei la mia regina>>.
Tyrion rivela a Daenerys che Varys l'ha tradita: a parole lei incolpa Jon perchè, nonostante gli avesse chiesto di non rivelare la sua vera identità a nessuno, lui ne ha parlato con le sorelle e la notizia, come nel gioco del telefono senza fili, è passata di bocca in bocca.
Quindi Dany incolpa Jon, ma poi fa imprigionare Varys e lo mette sul barbecue: Dracarys! E Drogon, sempre più grosso ogni puntata che passa, accende la carbonella.
Inevitabilmente c'è uno scambio anche tra Daenerys e Jon: senza mezzi termini la Khaleesi fa presente a Jon che il trattamento riservato a Varys è quello che potrebbe toccare a tutti coloro che sono a conoscenza della verità su di lui e non perde l'occasione di sottolineare che tra questi c'è anche Sansa, colpevole, insieme a lei, della morte di Varys.
Kit Harington spulcia tra le pagine delle sue battute e ne sceglie una a caso: <<io ti amo e la mia regina sei tu>> (trullaleru trullalù!)
Daenerys prova a partirci di lingua, Jon la scansa e lei dichiara che allora tutto il mondo avrà paura di lei (quando si dice prenderla bene...).
Tyrion prova a far ragionare la Madre dei Dragh: tenta nuovamente di dissuaderla dal fare una strage ma lei gli fa il gesto dell'ombrello e poi lo informa del fatto che Jamie è stato catturato mentre cercava di raggiungere Cersei.
Mi è parso di capire che, se avesse potuto, Tyrion l'avrebbe fulminata.
Ma il nano non si perde d'animo e corre a salvare il fratello facendogli promettere di tentare il possibile: <<prendi Cersei, scappate e costruitevi una nuova vita lontano da qui. Se ci riesci, fai suonare le campane e Daenerys interromperà l'attacco>>. Vabeh, qui ho limitato la cosa all'osso ma la scena è stata bella, emotiva e commovente.
Tyrion raggiunge gli altri sul campo di battaglia e nel frattempo le forze di Cersei sono tutte in posizione.
I soldati dei Lannister fanno entrare un po' di civili nelle mura: Arya e il Mastino riescono a intrufolarsi mescolandosi tra la folla ma a restare chiuso fuori è Jamie che è costretto a cercare un altro passaggio per raggiungere la sorella.
Ed eccola arrivare dal cielo: in sella a Drogon, Daenerys fa la sua comparsa e senza alcuna fatica e al ritmo insindacabile di 'Dracarys' dà fuoco all'intera flotta di Euron Greyjoy: tempo impiegato 4 nanosecondi. E qui ci perplimiamo non poco perchè la domanda che tutti ci siamo posti è: o gli altri draghi erano due schiappe oppure Drogon è un superfigo imbattibile...
qualunque sia la risposta ci sembra in ogni caso poco valida: al team Deaneron ci vuole veramente troppo poco tempo per sconfiggere un'armata dotata di tutte quelle mega balestre assassine.
A questo punto è il caos: Daenerys si lancia sull'esercito nemico e dà fuoco a tutto quello che incontra. Da sotto i suoi alleati non sono da meno e si danno da fare per far fuori più persone possibili, ma fino a questo momento la battaglia si sta svolgendo quasi unicamente tra militari.
Nel frattempo Cersei sta osservando, sempre meno convinta di vincere, la scena dalla finestra: per un attimo ho pensato che seguisse le orme di Tommen e si lanciasse giù, ma non lo fa (col senno di poi, forse, sarebbe stato meglio per un personaggio della sua caratura).
L'Armata Dorata si arrende, getta le armi. Le campane suonano. Il Regno di Cersei è finito.
Sconfitta, la Regina cerca di abbandonare la torre. Contemporaneamente, però, la sete di vendetta di Daenerys aumenta sempre di più: si lancia con il suo drago e dà fuoco a tutta la città. Non importa chi trovi sulla sua strada: colpevoli o innocenti il fuoco non risparmia nessuno.
Cersei scappa con Qyburn e la Montagna.
Cambio scena: all'interno del palazzo troviamo Sandor e Arya: intorno è un disastro. Incendi ovunque, mura che crollano. Il Mastino convince Arya a desistere dalla sua missione: ormai la Regina è spacciata, non ha senso che Arya rischi la vita. Ora è il momento di Sandor: deve affrontare suo fratello.
Quando se lo trova davanti Cersei, ormai spogliata della sua glaciale freddezza e del suo indecente senso di superiorità implora la Montagna di restarle accanto, di non abbandonarla, ma lui non l'ascolta. Si mette in mezzo Qyburn che, come se nulla fosse, viene scaraventato contro la parete e muore con la testa frantumata. Cersei se ne va, ha capito che non tira buona aria.
Inizia il Cleganebowl: i due fratelli si affrontano a muso duro. Sandor colpisce, colpisce, colpisce e colpisce ancora ma suo fratello è già morto, non è così semplice ucciderlo di nuovo. La Montagna ha la meglio sul Mastino che, ormai con le spalle al muro, rischia di fare la stessa fine di Oberyn Martell. Ma con un ultimo sforzo Sandor si ribella, gli pianta un pugnale nell'occhio e spinge entrambi giù dalla torre..
Addio Mastino, grazie di tutto.
Nel frattempo Jaime cerca di entrare passando dalla spiaggia e lì trova Euron. Combattono. Greyjoy lo colpisce, Jamie è gravemente ferito ma riesce comunque ad ucciderlo.
Fuori c'è l'apocalisse: Jon e Davos cercano di fermare la battaglia ma nessuno li considera di pezza.
Arya scappa come una disperata correndo tra cadaveri e fiamme.
Jamie trova Cersei: lei è sempre più disperata, piange. Non abbiamo mai vista una Cersei così umana come in questi momenti: non vuole morire, vuole dare al figlio che porta in grembo una chance di sopravvivenza, ma la strada è sbarrata dalle macerie, non c'è via di fuga. I due fratelli muoiono abbracciati, sepolti dai detriti.
E' la fine. Ormai la città è morta. Daenerys ha vinto la sua battaglia contro Cersei a discapito di tutti.
L'ultima scena però è per Arya, che riesce ad allontanarsi a cavallo.
Commenti:
una puntata densa, ricca di avvenimenti. Una di quella puntata tipicamente GOTtiane che tanto abbiamo amato anche nel corso delle scorse stagioni.
Ma come sempre c'è un "MA": il problema non è la puntata. Il problema è proprio tutta questa stagione che, per la fretta di chiudersi sta andando così veloce da lasciare enormi buchi narrativi che sarà difficile colmare solo con la prossima (ultima) puntata.
E' evidente che questo sia il grande errore: non c'è tempo di far tutto e sicuramente non c'è tempo di farlo bene: era assolutamente necessaria una stagione in più.
Ma si sa: gatta frettolosa fa i gattini ciechi...
Il grosso rischio è che anche Game Of Thrones segua il percorso che hanno seguito altre importanti serie tv come Lost o Dexter: livelli altissimi per anni e finali deludenti.
Questo è quello che continua a rimbalzarmi nella testa a conclusione della quinta e penultima puntata di tutta la vita di Game Of Thrones perchè, seppur in assoluto sia una tipica puntata ' alla GOT' , arrivati a questo punto, possiamo affermare che la stagione 8 sta andando avanti troppo velocemente per non lasciarci dubbiosi e con l'amaro in bocca.
Facciamo un riassunto: la puntata si apre a Roccia del Drago dove Daenerys e i suoi compagni sono tornati in seguito alla morte di Missandei. Il primo ad apparire sullo schermo è Varys che, in bellissima grafia, sta scrivendo un biglietto al quale affida la rivelazione del secolo: le vere origini di Jon Snow. Subito dopo Varys va a prendere Jon e prova ad affrontare con lui quello che, se a Jon fossero state scritte più di 3 battute, sarebbe stato anche un bel dialogo.
Varys: <<Si dice che quando nasce un Targaryen, gli dei lancino una moneta e il mondo trattenga il fiato. [...] [Voglio, n.d.r.] ciò che ho sempre voluto. Il giusto sovrano sul Trono di Spade. Non so ancora da che lato sia caduta la moneta [di Daenerys, n.d.r.]. Ma sono piuttosto sicuro della tua.>>
Ma Jon ormai è capace di dire solo poche parole: << Io il trono non lo voglio e non l'ho mai voluto>> e << è lei la mia regina>>.
Tyrion rivela a Daenerys che Varys l'ha tradita: a parole lei incolpa Jon perchè, nonostante gli avesse chiesto di non rivelare la sua vera identità a nessuno, lui ne ha parlato con le sorelle e la notizia, come nel gioco del telefono senza fili, è passata di bocca in bocca.
Quindi Dany incolpa Jon, ma poi fa imprigionare Varys e lo mette sul barbecue: Dracarys! E Drogon, sempre più grosso ogni puntata che passa, accende la carbonella.
Inevitabilmente c'è uno scambio anche tra Daenerys e Jon: senza mezzi termini la Khaleesi fa presente a Jon che il trattamento riservato a Varys è quello che potrebbe toccare a tutti coloro che sono a conoscenza della verità su di lui e non perde l'occasione di sottolineare che tra questi c'è anche Sansa, colpevole, insieme a lei, della morte di Varys.
Kit Harington spulcia tra le pagine delle sue battute e ne sceglie una a caso: <<io ti amo e la mia regina sei tu>> (trullaleru trullalù!)
Daenerys prova a partirci di lingua, Jon la scansa e lei dichiara che allora tutto il mondo avrà paura di lei (quando si dice prenderla bene...).
Tyrion prova a far ragionare la Madre dei Dragh: tenta nuovamente di dissuaderla dal fare una strage ma lei gli fa il gesto dell'ombrello e poi lo informa del fatto che Jamie è stato catturato mentre cercava di raggiungere Cersei.
Mi è parso di capire che, se avesse potuto, Tyrion l'avrebbe fulminata.
Ma il nano non si perde d'animo e corre a salvare il fratello facendogli promettere di tentare il possibile: <<prendi Cersei, scappate e costruitevi una nuova vita lontano da qui. Se ci riesci, fai suonare le campane e Daenerys interromperà l'attacco>>. Vabeh, qui ho limitato la cosa all'osso ma la scena è stata bella, emotiva e commovente.
Tyrion raggiunge gli altri sul campo di battaglia e nel frattempo le forze di Cersei sono tutte in posizione.
I soldati dei Lannister fanno entrare un po' di civili nelle mura: Arya e il Mastino riescono a intrufolarsi mescolandosi tra la folla ma a restare chiuso fuori è Jamie che è costretto a cercare un altro passaggio per raggiungere la sorella.
Ed eccola arrivare dal cielo: in sella a Drogon, Daenerys fa la sua comparsa e senza alcuna fatica e al ritmo insindacabile di 'Dracarys' dà fuoco all'intera flotta di Euron Greyjoy: tempo impiegato 4 nanosecondi. E qui ci perplimiamo non poco perchè la domanda che tutti ci siamo posti è: o gli altri draghi erano due schiappe oppure Drogon è un superfigo imbattibile...
qualunque sia la risposta ci sembra in ogni caso poco valida: al team Deaneron ci vuole veramente troppo poco tempo per sconfiggere un'armata dotata di tutte quelle mega balestre assassine.
A questo punto è il caos: Daenerys si lancia sull'esercito nemico e dà fuoco a tutto quello che incontra. Da sotto i suoi alleati non sono da meno e si danno da fare per far fuori più persone possibili, ma fino a questo momento la battaglia si sta svolgendo quasi unicamente tra militari.
Nel frattempo Cersei sta osservando, sempre meno convinta di vincere, la scena dalla finestra: per un attimo ho pensato che seguisse le orme di Tommen e si lanciasse giù, ma non lo fa (col senno di poi, forse, sarebbe stato meglio per un personaggio della sua caratura).
L'Armata Dorata si arrende, getta le armi. Le campane suonano. Il Regno di Cersei è finito.
Sconfitta, la Regina cerca di abbandonare la torre. Contemporaneamente, però, la sete di vendetta di Daenerys aumenta sempre di più: si lancia con il suo drago e dà fuoco a tutta la città. Non importa chi trovi sulla sua strada: colpevoli o innocenti il fuoco non risparmia nessuno.
Cersei scappa con Qyburn e la Montagna.
Cambio scena: all'interno del palazzo troviamo Sandor e Arya: intorno è un disastro. Incendi ovunque, mura che crollano. Il Mastino convince Arya a desistere dalla sua missione: ormai la Regina è spacciata, non ha senso che Arya rischi la vita. Ora è il momento di Sandor: deve affrontare suo fratello.
Quando se lo trova davanti Cersei, ormai spogliata della sua glaciale freddezza e del suo indecente senso di superiorità implora la Montagna di restarle accanto, di non abbandonarla, ma lui non l'ascolta. Si mette in mezzo Qyburn che, come se nulla fosse, viene scaraventato contro la parete e muore con la testa frantumata. Cersei se ne va, ha capito che non tira buona aria.
Inizia il Cleganebowl: i due fratelli si affrontano a muso duro. Sandor colpisce, colpisce, colpisce e colpisce ancora ma suo fratello è già morto, non è così semplice ucciderlo di nuovo. La Montagna ha la meglio sul Mastino che, ormai con le spalle al muro, rischia di fare la stessa fine di Oberyn Martell. Ma con un ultimo sforzo Sandor si ribella, gli pianta un pugnale nell'occhio e spinge entrambi giù dalla torre..
Addio Mastino, grazie di tutto.
Nel frattempo Jaime cerca di entrare passando dalla spiaggia e lì trova Euron. Combattono. Greyjoy lo colpisce, Jamie è gravemente ferito ma riesce comunque ad ucciderlo.
Fuori c'è l'apocalisse: Jon e Davos cercano di fermare la battaglia ma nessuno li considera di pezza.
Arya scappa come una disperata correndo tra cadaveri e fiamme.
Jamie trova Cersei: lei è sempre più disperata, piange. Non abbiamo mai vista una Cersei così umana come in questi momenti: non vuole morire, vuole dare al figlio che porta in grembo una chance di sopravvivenza, ma la strada è sbarrata dalle macerie, non c'è via di fuga. I due fratelli muoiono abbracciati, sepolti dai detriti.
E' la fine. Ormai la città è morta. Daenerys ha vinto la sua battaglia contro Cersei a discapito di tutti.
L'ultima scena però è per Arya, che riesce ad allontanarsi a cavallo.
Commenti:
una puntata densa, ricca di avvenimenti. Una di quella puntata tipicamente GOTtiane che tanto abbiamo amato anche nel corso delle scorse stagioni.
Ma come sempre c'è un "MA": il problema non è la puntata. Il problema è proprio tutta questa stagione che, per la fretta di chiudersi sta andando così veloce da lasciare enormi buchi narrativi che sarà difficile colmare solo con la prossima (ultima) puntata.
E' evidente che questo sia il grande errore: non c'è tempo di far tutto e sicuramente non c'è tempo di farlo bene: era assolutamente necessaria una stagione in più.
Ma si sa: gatta frettolosa fa i gattini ciechi...
Il grosso rischio è che anche Game Of Thrones segua il percorso che hanno seguito altre importanti serie tv come Lost o Dexter: livelli altissimi per anni e finali deludenti.



Commenti
Posta un commento