Game of Thrones 8. Con questo episodio si chiude un'era.
Ci siamo arrivati: finalmente abbiamo assistito all'ultimo episodio di Game Of Thrones.
Our watch is over, per dirla come i Guardiani della Notte.
Che vi sia piaciuta o meno questa stagione, di certo, non possiamo guardare a questo enorme fenomeno popolare se non con un po' di affetto (e tra qualche giorno, probabilmente, anche un po' di nostalgia).
In fin dei conti siamo rimasti fermi davanti ai nostri televisori, pc e tablet per molti anni. Siamo cresciuti mentre cresceva Jon, abbiamo rimesso insieme il nostro cuore fatto a pezzi mentre lo faceva anche Sansa e ci siamo arrabbiati mentre si arrabbiava Arya. Abbiamo imparato lezioni importanti da un Folletto, abbiamo fatto scelte clamorosamente sbagliate insieme a Jamie, ci siamo ubriacati con Cersei e siamo rimasti a guardare con Bran.
Spero che nessuno di voi abbia dato fuoco ad alcunché con Daenerys perché, in questo caso, qualcosa vi sarebbe un po' sfuggita di mano.
E così, eccoci qui: l'ultimo riassunto della serie TV più amata di tutti i tempi, tutti i luoghi, tutti i laghi.
La più discussa, la più analizzata...è finita.
La vita è dura ma certi fatti vanno accettati.
Si parte da una lunga scena silenziosa: Jon, Davos e Tyrion si aggirano tra i cadaveri che Drogon ha lasciato sul proprio cammino. Gli sguardi sono pieni di amarezza: tutti sanno che la vittoria ottenuta non è una vittoria da festeggiare.
Tyrion si allontana dal gruppo da solo: ha bisogno di cercare suo fratello e sua sorella, con ancora la minima speranza che siano riusciti a fuggire. Ma poi eccola lì che appare, nonostante tutto, in tutto il suo splendore: la mano dorata di Jamie, sommersa dalle macerie. Scava, Tyrion. E scoppia in un pianto disperato quando, finalmente, riesce a far emergere i visi dei fratelli-amanti.
L'enorme bravura di Peter Dinklage è così maledettamente evidente anche in questo momento: non ha bisogno di parlare, lui, per dimostrare il suo incredibile talento. Non ha bisogno che gli vengano riservati lunghi momenti di monologo: il suo viso è cosi espressivo da far emergere tutto l'amore puro che prova per Jamie, e anche quello controverso che prova per Cersei, nonostante tutte le angherie e le cattiverie subite. Perché alla fine tuo fratello e tua sorella restano tuo fratello e tua sorella. Sono le persone con cui, nel bene e nel male, hai condiviso tutto. Anche l'utero. E questo è davvero più forte di qualunque cosa.
E' il momento del discorso della Regina. L'incedere di Daenerys è lento e sicuro. Spalle dritte, pancia in dentro e petto in fuori: la videocamera riprendere Dany dal davanti, leggermente in lontananza: lei, bellissima e vestita di pelle. Drogon dietro. Dispiega le ali, che per un attimo sono le ali di Daenerys (e per un attimo Daenerys è Maleficent... un peletto Disneyano ma personalmente l'ho trovato fichissimo).
In parole povere Dany dice: <<Abbiamo vinto, bravi tutti... soprattutto Verme Grigio che esegue i miei ordini talmente alla lettera e senza mai discutere (bravo cagnolino, prendi il biscottino!) che decido di farlo diventare SuperCapo di tutti i soldati dei Setti Regni. Ah, non ve l'ho detto?!? Mica abbiamo finito qui! Ora che abbiamo liberato Westeros è arrivato il momento di liberare anche tutti gli altri paesi del mondo! La guerra non è finita!>>
Tyrion è l'unico che ha il coraggio di avvicinarsi e chiederle che strac...o le stesse dicendo il cervello, e in un moto di eroismo si toglie la spilla di Primo Cavaliere e la lancia un po' più in là.
La New Queen non ci vede più e lo fa arrestare.
Ci provano un po' tutti quelli con un briciolo di cervello (che poi sono Arya e Tyrion, quando Jon lo va a trovare in cella) a svegliare l'ex Bastardo di Casa Stark. La litania è sempre la stessa: "oh ci sei? Ti rendi conto che fino ad ora ha ucciso tutti quelli che potevano mettere in pericolo il raggiungimento del suo scopo??? E chi è che, più di tutti, rappresenta un ostacolo ENORME se non un legittimo Targaryen maschio????"
E niente, però... Jon ha imparato solo una battuta quest'anno e le sue risposte sono sempre le stesse quattro parole:
"She's My Queen"
Oooooohhhhhhhh Jonne! Avemo capito, sà?!? Però c'hai sfracellato le gonadi! Almeno dillo in un artro modo!
Ma Jon, che comunque è un diesel e ci mette un po' di tempo, ci dimostra di essere meno imbecille di quanto pensavamo ultimamente: dopo aver superato un Drogon-leonte, mimetizzato tra cenere e neve, raggiunge la Queen che finalmente ha trovato l'Iron Throne e lo guarda, con meraviglia, gaudio e soddisfazione.
La faccio brevissima:
J: <<You are my Queen, ma non è che hai sbulaccato un po'?>>
D: <<Fatti una barcata di C...I tuoi. Lo avresti fatto anche tu>>
J: << mmm.....io non credo. Almeno Tyrion liberalo! E' un brav'uomo!>>
D: << col cazzo. Se l'è cercata. Senti Jon, ho avuto un'idea fantastica! Resta con me! Io faccio la Regina e tu puoi essere il paggio di corte, così faremo tuuuuuuuuuuuuuuuuutto insieme>>.
Scatta il bacio
J: << You are my queen>> (mabbbbbastaaaaaaaaaaaa)
Primo piano sui protagonisti.
Dopo qualche lungo istante di "non mi pare che stia succedendo niente" notiamo una piccola piccola piccola modifica nell'espressione di Daenerys. Quando iniziamo a vedere sangue sgorgare dalla sua bocca, Jon che l'adagia delicatamente al pavimento, la videocamera che allarga la visuale, solo ad allora ci rendiamo conto che finalmente Jon ha piantato un paletto coltello nel cuore di Daenerys.
Arriva Drogon che, incazzato nero, inizia a spargere alitate infuocate un po' dappertutto tranne che su Jon e... colpisce il Trono che diventa immediatamente una banale colata di ferro sciolto. Il Trono non c'è più.
Il Drago prende mammà in una zampa e vola via: non lo rivedremo più.
Vogliamo ricordarli così :
Ad occhio e croce si direbbe che alla scene manchi un po' di pathos (o almeno questo è quello che il mio fidanzato mi diceva oggi): personalmente ritengo che il problema sia (sempre) la scarsissima capacità attoriale, almeno in questi ruoli, di Kit ed Emilia.
Parliamoci chiaro: nemmeno per la morte di Jamie e Cersei abbiamo viste 'cose turche', ma la scena, in quel caso, era ricca di passione e sentimenti che trasparivano. E non per chissà quali dialoghi da Oscar... Semplicemente perché sono due attori incredibilmente bravi!
Cosa che non sono gli altri due.
L'omicidio della Regina però non può passare inosservato, ed ecco che ci avviciniamo all'epilogo finale e Jon viene arrestato. Non lo vediamo. Lo scopriamo quando, diverso tempo dopo, Tyrion viene scortato, ammanettato, davanti a tutti i più alti Lord di Westeros da una parte e Verme Grigio dall'altra, in rappresentanza del Continente Orientale.
Un consiglio di pace che deve discutere sulle sorti di Jon, Tyrion e, ovviamente, dei Sette Regni.
Verme Grigio parte a testa bassa: secondo lui bisogna giustiziare tutti. Non si può perdonare un traditore e l'assassino della Regina!
Nessuno, se non Tyrion, poteva indicare al Consiglio una direzione da intraprendere: bisogna eleggere il nuovo Re/Regina.
Ed eccolo, il monologo di Tyrion:
Cosa unisce le persone? Armate? Oro? Vessilli? No, storie. Non c'è niente di più potente di una buona storia. Niente può fermarla. Nessun nemico può sconfiggerla. E chi ha una storia migliore di Bran the Broken? Il bambino che è caduto da una torre ed è sopravvissuto. Sapeva che non avrebbe più camminato, perciò ha imparato a volare. Si è spinto oltre la Barriera, un bambino storpio. Ed è diventato il Corvo a Tre Occhi. È la nostra memoria, il custode di tutte le nostre storie. Di guerre, matrimoni, nascite, massacri, carestie. Dei nostri trionfi. Delle nostre sconfitte. Del nostro passato. Chi meglio di lui per guidarci verso il futuro?Quando Sansa gli fa notare che Bran non può avere figli, ecco che risponde:
D'ora in poi, non ci saranno re per nascita. Saranno eletti dai signori e dalle signore di Westeros, in questo posto, per servire il Reame.
A quanto pare il discorso di Tyrion mette d'accordo tutti. Tutti tranne Sansa che, pur augurando il meglio al fratello, prima di votare a favore, chiede che il Nord torni ad essere un paese indipendente. Indipendenza accordata.
La Regina è morta. Lunga vita al nuovo Re!
Sarà Tyrion il Primo Cavaliere del Re.
E' arrivato davvero il momento degli addii: Jon viene nuovamente esiliato trai Guardiani delle Notte. Giusto o sbagliato che sia, il compromesso è l'unica strada che Bran poteva percorrere per accontentare tutti e contemporaneamente non accontentare nessuno. Sansa prende il suo posto sul Trono del Nord e Arya se ne va: ha deciso di scoprire cosa c'è a Ovest dei Sette Regni, là dove le cartine si interrompono; parte con una nave battente bandiera Stark, guarda l'orizzonte pronta ad affrontare nuove avventure. Che siano materiale per uno spinoff?
Brianna recupera il libro sul quale vengono raccontate le gesta dei grandi cavalieri del Regno e completa la storia di Jamie Lannister: morto per proteggere la sua Regina.
Ricordate il libro che Maestro Ebrose stava scrivendo un paio di stagioni fa e che riportava un titolo insignificante? Quello che racconta gli avvenimenti al Regno in seguito alla ribellione di Robert? Innanzitutto Sam ha intitolato quel libro nell'unico modo in cui si poteva intitolare "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Ma quel libro non parla di Tyrion. Ce lo rivela Sam stesso... che uno dei peggiori incubi di Tyrion (quello di essere dimenticato) stia per avverarsi? O forse qualcuno provvederà ad inserire nel libro dei Cavalieri anche la sua storia?
La vita riprende nei Sette Regni e mentre Arya attraversa il mare con la sua nave, mentre Bran governa con i suoi fidati consiglieri, mentre Sansa, bella più che mai, indossa la corona del Nord, Jon raggiunge la barriera. Ad attenderlo, Tormund e Ghost (finalmente abbiamo l'abbraccio che aspettavamo con il metalupo!) e raggiunge, accompagnato dalle persone cui in fondo ha sempre sentito di appartenere, le terre del profondo Nord: un ciuffo d'erba spunta dalla neve. L'inverno sta finendo.
Tutto ha un inizio, tutto ha una fine e in questo caso, ogni pezzo è tornato al proprio posto. Il cerchio si è chiuso. Aperto con il volo di Bran giù dalla torre, a ben pensarci, non poteva che concludersi con lui: il ragazzo che, pur non potendo camminare, ha imparato a volare.
E ora anche noi diciamo addio. Addio agli amici che ci hanno accompagnato per tutti questi anni.
Addio al popolo di Game Of Thrones, ognuno di noi legato da un filo invisibile nel quale ci siamo spesso attorcigliati ma di cui abbiamo sempre trovato il bandolo.
Si chiude un'era... e va bene cosi.








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