LACRIME DI SALE: di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta - l'altro lato della più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.

Lacrime di Sale per me è stato al contempo un libro da cui volevo scappare e da cui non potevo staccarmi.
E' scritto dal Dott. Pietro Bartolo, il  medico che da ormai più di 25 anni lavora senza sosta sulle spiagge di Lampedusa per  accogliere i migranti.
Li accoglie, li cura, li ascolta.

Il libro racconta la storia della sua vita fin da quando, figlio di contadini, abbandona la terra di origine per andare a studiare, ancora bambino, "nel continente".
Racconta di quando ha incontrato Rita, la donna che poi diventerà sua moglie e delle enormi difficoltà che hanno dovuto affrontare nella loro vita privata, gli adattamenti, la solitudine, gli aborti, le separazioni dai figli per consentire anche a loro di studiare...

Una vita difficile vissuta al centro della più grande emergenza umanitaria del nostro tempo: vite intrecciate. Vite segnate.

Il Dott. Bartolo non parla, in questo libro, di numeri o di statistiche.
Il Dott. Bartolo riporta il fenomeno dell'immigrazione su un piano puramente umano: racconta le storie drammatiche di alcune delle persone che ha soccorso dopo essere giunte a Lampedusa.
E lo fa con una drammatica violenza che colpisce l'anima.

Non si può restare indifferenti leggendo le sue parole. Bartolo obbliga il lettore a non girare la faccia dall'altra parte.

Non lancia accuse, Bartolo. Lavora, concretamente, per affrontare i problemi. E chiede aiuto... all'Italia, all'Europa.. al mondo intero.

Non è facile arrivare in fondo: le storie raccontate sono così terribili che la mente umana fa fatica ad accettarle come reali, ma lo sforzo di arrivare alla fine vale davvero il gioco.
Nessuno chiede a nessun altro di cambiare le proprie idee: si chiede soltanto di affrontare anche gli aspetti più tetri di un fenomeno imponente per avere davvero presente il quadro della realtà.

Bartolo dice "Non venite qui se non siete medici... se non sapete cosa potete fare per aiutare... se non avete competenze specifiche non venite a Lampedusa. Ce la caviamo da soli. Ma se proprio volete fare qualcosa aiutatemi a raccontare. Parlate con le persone, diffondete anche questo lato della verità"

E io, con questo post, spero di averlo fatto. Almeno un po'.





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